Fermi e schedature arbitrarie al presidio contro Berlusconi
Sabato 23 ottobre 2004, assieme a diverse altre persone ho deciso di partecipare alla manifestazione organizzata per contestare l'arrivo a Lugano di Silvio Berlusconi. Numerosi sono i motivi che mi hanno spinto a non voler accogliere questo presidente guerrafondaio, arrivista ed anticostituzionale, mi sono quindi recato, in maniera del tutto pacifica (indossando dei sandali) a Morcote davanti all'hotel che avrebbe ospitato il convegno degli "Azzurri nel mondo". Una cinquantina di persone stavano esibendo degli striscioni, urlando slogan e distribuendo volantini. La situazione sembrava tranquilla se non fosse stata per la presenza spropositata di polizia cantonale. Dopo pochi minuti, sono giunte due camionette piene di poliziotti in tenuta antisommossa che, fucili alla mano, si sono schierati davanti a noi. Hanno iniziato a spintonarci con gli scudi di plexiglas, nonostante la provocazione nessuno ha reagito. Gli antisommossa hanno continuato a spingere fino a circondarci completamente. A quel momento hanno annunciato che per uscire avremmo dovuto presentare i documenti e farci identificare. (Continua)
Mio figlio picchiato mentre dormiva sul treno
Sono allibito! È ancora questo il mio stato d’animo dopo tre giorni dall’accadimento di un fatto che mi ha sconvolto.Sono padre di un ragazzo di 18 anni che, come altri suoi coetanei, si è recato a Bellinzona per festeggiare l’ultimo giorno di carnevale.
Non credo sia stata l’unica persona ad esagerare col bere quella sera e, nonostante il suo stato alterato, è riuscito a prendere il treno verso le sei di mattina per far ritorno a casa. La sua “ grave colpa” è stata quella di addormentarsi così pesantemente da non riuscire a svegliarsi nemmeno quando, alla stazione di Chiasso, una ragazza e un ragazzo sul treno con lui hanno provato a scuoterlo, ma non c’è stato niente da fare. (Continua)
Fermato al presidio contro McDonald's
Al termine della manifestazione (18-10-2003), attorno alle 14'00 mi stavo recando a scuola con altri compagni passando per la contrada di Verla. All'imbocco della via, mi hanno circondato tre sbirri della polizia comunale di lugano, prendndomi alla sprovvista. Mi hanno chiesto di documenti. Io gli ho chiesto le motivazioni, eravamo in duecento, perchè proprio io? Mi hanno preso le braccia per non lasciarmi allontanare, io ho allora richiamato l'attenzione dei compagni; gli sbirri mi hanno gettato a terra e cercavo di divincolarmi urlando. La posizione in cui era mi costringeva a tenere la faccia premuta contro il muro. Mi hanno ammanettato e ho deciso di fermarmi, gli ho detto che non avrei potuto consegnarli i documenti in quella posizione. Sono arrivati altri compagnie compagne che avevano partecipato alla manifestazione, ed altri sbirri. (Continua)
Manuale di autodifesa legale su suolo italiano
Questo manuale raccoglie indicazioni, informazioni e suggerimenti utili alla tutela della sicurezza individuale e collettiva dei partecipanti ai cortei, messi costantemente in pericolo dalla inefficienza dello Stato e dalle violenze delle forze del disordine.
Ritengo infatti sacrosanto e necessario, dopo le violenze subite dai manifestanti a Napoli e soprattutto a Genova, riprenderci le piazze. Ma ritengo altrettanto necessario farlo oggi in tantissimi e in modo pacifico, in un momento in cui è la controparte a cercare ed imporre lo scontro per criminalizzare e dividere il movimento, e in un momento in cui il movimento intende assumersi la responsabilità di una mobilitazione globale e permanente contro la barbarie di una guerra "infinita".
> Trovato sul blog di nemoultimo
(Continua)Armi a disposizione della polizia cantonale
Richiesta distruzione dati personali
Capita spesso che durante azioni repressive, la polizia si permetta di abusare dei propri diritti e raccogliere dati sul conto dei manifestanti per rimpolpare le schedature relative al movimento di sinistra.
Il fermo della polizia per accertare le vostre generalità può a volte comprendere anche fotografie.
È tuo diritto, nel caso non ci siano capi d'accusa sulle tue spalle, richiedere la distruzione e lo stralcio dalle banche dati delle informazioni raccolte su di te.
Stampa la lettera standa in .pdf e compilalo a seconda del caso e invialo agli indirizzi indicati:
Lettera modello per richiesta distruzione dati in Ticino
distruzionedatiticino.pdf
Lettera modello per la polizia di altri cantoni
distruzionedatgenerale.pdf
AntiRep Ticino
L'applicazione delle politiche neoliberiste, lo sfruttamento delle risorse naturali e dei popoli stanno portando ad un mondo sempre più polarizzato tra ricchi e poveri, tra aggressori e vittime; aumentano le guerre e l'inquinamento atmosferico che renderà invivibile il nostro pianeta. Dall'altra parte la voce di chi non vuole più sopportare in silenzio cresce, in tutto il mondo, le masse si mobilitano, scendono per le strade e si oppongono a decisioni che non condividono.
La forza del movimento sta diventando un pericolo per i potenti
che sempre più spesso rispondono con violenza e repressione alle legittime indignazioni della popolazione. Pensiamo agli arresti e soprattutto alle violenze di Genova e Ginevra per il vertice del G8, alle manifestazioni di lotta per il lavoro, l'educazione e la sanità sedate con le armi in tutto il sud America e in altre parti del mondo.
Anche in Ticino
questi fatti non sono più estranei. Persone comuni vengono spiate e controllate per stilare liste nere, manifestanti vengono inquisiti per aver usufruito di un proprio diritto manifestando nelle strade cittadine, intimidazioni e controlli d'identità sono sempre più frequenti. L'obiettivo di chi è al potere è quello di terrorizzare chi prende coscienza e cerca di opporsi ai disegni dei potenti.
Il sapere è potere!
E' importante per questo mettere in primo piano la propria sicurezza, quella degli altri e quella delle azioni che si organizzano. Conoscere i propri diritti e i mezzi i per difendersi è fondamentale per poter agire in modo efficace. Non entriamo quindi in dinamiche che non ci appartengono, che la polizia vuole farci assumere, non dobbiamo disgregarci come movimento. Non dobbiamo avere paura della loro repressione perché possiamo prevenirla organizzandoci ed informandoci. Con questi obbiettivi sta nascendo nella nostra realtà un gruppo anti repressione che vuole fare luce sui diritti di ognuno e ed essere un supporto al movimento informando su quali sono i comportamenti migliori da avere durante delle azioni, su come rapportarsi alla polizia o in caso di arresto o a chi rivolgersi in questi casi.
AntiRep
Si vorrebbe formare una rete di protezione a tutela di singoli o gruppi che possa rappresentare una sorta di barriera alla repressione di cui siamo vittime. Bella idea no? Speriamo che non avrete mai bisogno del nostro aiuto….comunque nel caso ci proviamo!
Videosorveglianza
Chi e' pronto a cedere le proprie liberta' fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita ne' la liberta' ne' la sicurezza.Benjamin Franklin
Materiale tratto dal dossier di indymedia.ch
Documentazione generale
Situazione Ticinese:
> Guarda il video qui
- Rassegna stampa aggiornata sulla situazione videosorveglianza nei vari centri Ticinesi: qui
Dal punto di vista legale:
Richiesta informazione relativa alle proprie immagini riprese da camere di sorveglianza
Ovunque si sorvegli con la videocamera, deve essere chiaro chi è la persona competente oppure il nome del responsabile deve essere esposto. I responsabili devono attenersi a regole ben determinate sulla durata della sorveglianza e della conservazione delle immagini. Se la videosorveglianza è assunta da un organo cantonale, la vostra richiesta d'accesso non può fondarsi sulla legge federale sulla protezione dei dati.
Schedature profili DNA
E' la fine della presunzione di innocenza e del diritto alla privacy, tanto che il Dipartimento Federale di Polizia e Giustizia si è meritato il *prestigioso* Big Brother Award. Quattordici anni dopo lo scandalo delle schedature, lo Stato porta un altro attacco alle libertà personali. Stavolta, però, è tutto legale. | |||
Nuove schedature politiche in Svizzera
Nonostante in un comunicato del 26 agosto 2004, la polizia federale annunciasse, dopo il contradditorio rapporto del Consiglio Federale sulla sicurezza interna: "Estremismo in Svizzera: nessuna grave minaccia per la sicurezza nazionale", la stessa sta sorvegliando 2'000 attivisti, sia di sinistra che di destra e ha già raccolto oltre 50'000 informazioni, stando al servizio TSI.
Tutt* i/le 300 squatters di Ginevra sono stati schedati.
Blocher afferma che darà maggiori informazioni sulla questione, ma solo a fine gennaio, dopo il Forum Economico che si terrà anche quest'anno a Davos.
Proprio durante il WEF dell'anno scorso, centinaia di persone sono state fermate e schedate a Landquart. Il fermo, con la relativa presa di dati, è poi diventata prassi comune dopo ogni manifestazione - 1° maggio a Zurigo, manifestazione per Camenisch, ecc. - diventandolo anche in Ticino [occupazione a Locarno - Vico Morcote].
Tutto questo dopo lo scandalo delle schedature di una decina di anni fa, quando l'enorme mole di materiale raccolto, oltre 900mila persone schedate fra gli anni '50 ed il 1989, aveva dato origine ad un elefantiaco archivio (+info). Nel giugno '98, i/le votanti svizzer* ha respinto a larghissima maggioranza un'iniziativa atta ad abolire la polizia politica. I tempi sono cambiati e oggi non devono neppure nascondersi!
Materiali: Schedature DNA | Daniel de Roulet | Anticomunismo e schedature | auf deutsch
Tratto da indymedia.ch
Cosa fare: in caso di lesioni da parte della polizia
Se subisci lesioni durante la manifestazione, un controllo di polizia o l'arresto recati al più presto dal medico e fatti rilasciare un certificato.
Fotografa poi le lesioni e al più presto redici un promemoria con i seguenti dati:
luogo, data, ora, persone coinvolte. accadimenti, testimoni, il tuo indirizzo/telefono/mail.
Il promemoria può essere molto utile in caso di processi contro la polizia.
WEF04: Comunicato AntiRep sulla repressione a Landquart
Traduzione del comunicato dell'anti-rep/gar, testo originale:http://www.indymedia.ch/fr/2004/01/17953.shtml
Oggi, sabato 24 gennaio 2004, alle 18'00, una violenta repressione si è abbattuta a Landquart contro i/le manifestant* di ritorno da Coira.
Questa manifestazione ha riunito circa 3'000 persone che si oppongono alle politiche neoliberiste del WEF.
Al ritorno, il treno si è fermato a Landquart. La polizia a attaccato i manifestanti nel treno e, secondo diverse testimonianze, dei gas lacrimogeni sono stati lanciati nei vagoni.
Per organizzarsi, dei/delle manifestant* hanno deciso di bloccare il treno sedendosi sui binari, davanti alla locomotiva.
La polizia ha fatto uso di granate assordanti, pallottole di gomma, cannoni ad acqua miscelata a gas irritanti, lacrimogeni e spray al pepe.
Centinaia di manifestanti sono stati accerchiati da agenti di polizia ginevrini, zurighesi, austriachi e tedeschi. Il loro obittivo era di controllare tutti i manifestanti. Se qualcun* si permetteva di muoversi era immediatamente immobilizzato dai getti dei cannoni ad acqua. La polizia ha tentato di far uscire dal gruppo i/le giornalist* presenti per poter reprimere liberamente...
Delle persone sono state violentemente picchiate da poliziott*. In più alcuni manifestanti sono attuamente bloccati a Davos.
Siamo a conoscenza di arresti che hanno avuto luogo dopo la manif a Coira. La violenza utilizzata contro i manifestanti si inscrive nella logica repressiva dello stato, messa in atto dopo il G8.
Tutte le manifestazioni contro ogni questione che tocca la mondializzazione sono violentemente represse ed una parte di movimento è criminalizzata.
Il diritto di manifestare si sta svuotando del suo significato.
Non lasciamoci dominare dai global leader e dagli autoproclamati dirigenti del mondo: resistenza!
Il diritto di non parlare
Se siete convocati come accusat* avete il diritto di non parlare durante gli interrogatori della polizia e del giudice istruttore.
Esempi di risposte possibili:
Polizia: "Avete partecipato a questa manifestazione"
Risposta: "Non faccio dichiarazioni" o "rifiuto di rispondere a questo tipo di domande"
P.: "Perchè?"
R.: "Rifiuto qualsiasi dichiarazione su questo soggetto.
Davanti al vostro rifiuto di parlare, i/le polizziott* possono minacciarvi di trattenervi fino a quando non confessiate. In realtà potete essere trattenuti un massimo di 24 ore, allo scadere delle quali dovete essere rilasciati o passare davanti ad un giudice.
Qualche ora di detenzione supplementare spesso è preferibile a delle pericolose confessioni.
Cosa fare in caso di: Interrogatorio
Durante un interrogatorio non avete il diritto di essere assistit* da un* avvocat*. Per quanto concerne i/le minori, possono essere assistit* dai propri genitori o da chi ne fa le veci, ma questi non deve essere avvocat*.Domandate sempre esattamente di cosa vi si accusa! Se l'infrazione che vi si contesta non può essere perseguita che con una denuncia, domandate di poterla vedere, poichè senza denuncia dovete essere immediatamente rilasciat*.
Es: violazione di domicilio, danni alla proprietà, graffiti,..
Nella maggioranza dei casi, i/le sopettat* sono condannat* unicamente sulla base delle loro confessioni (delle informazioni che vi carpiscono) durante l'interrogatorio. La polizia cercherà di intimidirvi ("Sarebbe più semplice confessare: abbiamo le prove" " I/le vostr* compagn* hanno già parlato" "Ti terremo qui fio a che non confesserai" "Se rifiuti di rispondere significa che sei colpevole o che hai fatto qualcosa di cui ti penti" "Non è grave quello che hai fatto, faresti meglio a dircelo" ecc.). Ricordate che per farvi parlare spesso accade che i/le poliziott* si ripartiscano dei ruoli: quello di cattivo e quello del gentile, alternando intimidazione e paternalismo. Non date più confidenza al gentile che al cattivo, sono entramb* poliziot*, non vogliono assolutamente aiutarvi.
AVETE IL DIRITTO DI NON PARLARE. USATELO. (Continua)

















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