Rainbow violenti sull’autopostale

Un piccolo resoconto di una spiacevole situazione che si è venuta a creare su di un autopostale pubblico con i garanti della sicurezza (addetti rainbow), una lettera che ho scritto e che non so ancora bene dove inviare       
          
la qui presente lettera è scritta oggi, di mia mano venerdì 27 giugno 2005, ore 24 e 00. Sono appena rincasato dopo una piacevole serata trascorsa al cinema, piacevole fino ad un certo punto. Il tutto è stato infatti "rovinato" da un azione a mio avviso scandalosa messa in atto da quelle stesse persona che dovrebbero garantire l' ordine sugli autopostali. Quest' oggi, terminata la proiezione del film al cinema di Airolo, mi sono recato in stazione per prendere l' autopostale e rincasare ad Ambrì. Nonappena arrivato all' ingresso del veicolo pubblico un addetto alla sicurezza "rainbow" mi intima di consegnarli un documento prima di salire a bordo, perplesso chiedo spiegazioni, ma l' uomo si rifiuta di darmele. Dopo aver consegnato la mia carta di identità mi viene ordinato di prendere posto nelle prima file, le mie richieste di spiegazioni non vengono però esaudite. In seguito alla partenza del mezzo, mi viene comunicato che il documento ora in possesso dell' autorità pubblica mi sarà restituito soltanto una volta giunto a destinazione. Ormai spazientito affermo, ma sempre mantanendo toni di voce civili, di non aver mai provocato disguidi ne di aver mai fatto "casino", l' unica mia colpa è semmai quella di aver risposto a tono, quando, in una precedente corsa, gli stessi due individui si erano espressi (a mio avviso) in modo assai rude, autoritario ed inappropriato. La risposta di uno di loro (una donna) è piuttosto preoccupante, essa mi dice chiaro e tondo che mancare di rispetto ad un agente della sicurezza è una cosa ben più grave del fatto di fare o meno "casino", a questo punto una domanda sorge spontanea, ma a cosa servono ordunque tali servizi???
Giunti alla mia fermata chiedo la restituzione del mio documento, l' uomo che l' aveva in suo possesso mi esorta a chiedere "perfavore" prima di riaverlo indietro, allora (sarà forse idealismo o semplicemente buon senso) replico dicendo che non intendo chiedere qualcosa che mi è stato rubato utlizzando quel lemma, la carta mi viene restituita, ma il securitas afferma che non avrei mai più messo piede su quella corsa serale, e rincara la dose dicendo che d' ora innanzi ci sarebbe stato lui come controllore; io sono piuttosto allibito, chiedo quale sia la mia colpa e di cosa mi sono macchiato per ricevere un simile trattamento, ma non mi viene data nessuna risposta, prima di scendere dall' autopostale mi sono preso la libertà di consigliare al suddetto individuo una buona dose di umiltà.

Un altro avvenimento accaduto questa sera (sempre sull' autopostale) estraneo al mo caso, merita secondo me di essere citato. Prima della partenza un uomo piuttosto anziano e visibilemnte ubriaco, ma assolutamente innocuo era stato bloccato dagli stessi agenti di cui sopra, i quali si rifutavano di farlo salire a bordo, affermando che non volevano nessuno con il tasso alcolico superiore allo 0,5 per mille. Dopo numerose proteste e dopo il parere positivo da parte dell' autista il permesso è stato accordato al poveretto che ha potuto finalmente prendere posto; vorrei citare una particolare frase, forse non importante ma che personalmente mi ha fatto abbastanza ribrezzo (o schifo per dirla tutta), l' uomo nella precaria situazione infatti dopo aver preso posto, si è lamentato del trattamento ricevuto, dicendo (cito testualmente) "Non sono un cane, sono una persona, io!" alle sue parole il prodigo addetto alla sicurezza ha replicato con "Non morirò di cirrosi epatica, io!" non penso che certe situazioni necessitino di ulteriori commenti.

Infine precisando che:
1) non ho mai arrecato nessun tipo di disturbo a nessun passeggero delle poste.
2) non ho mai causato rumore molesto o danneggiato del materiale durante uno spostamento.
3) non ho mai insultato un rainbow.
4) mi è stata ritirata (momentaneamente) la carta di identità pur non essendo io un ricercato o un criminale.
5) svariati testimoni oculari possono convalidare la mia versione dei fatti.
6) nessun passeggero si è mai lamentato del mio comportamento.
7) ho solo quindici anni, sono nero e al momento dei fatti indossavo un capo d' abbigliamento rafigurante una figura dall' ideologia fortemente di sinistra (Che Guevara), NB, dicendo ciò non intendo affatto insinuare che tutti questi dettagli abbiano cambiato qualcosa nella democratica Svizzera.

Vorrei porre qualche domanda…..
1) è legale per loro comportarsi in questo modo?
2) non potrò più utilizzare un servizio pubblico solo per il fatto di non aver tenuto la bocca chiusa e aver risposto a tono ad un securitas con manie di grandezza?
3) se avessi spaccato un sedile esprimendomi in un modo cordiale e simpatico sarebbe stato meno grave?
4) è legale per uno di loro il sequestro di un documento senza fornire spiegazione alcuna?
5) se qualcuno con il tasso alcolico superiore allo 0,5 x 1000 desidera utlizzare un mezzo pubblico è meglio impedirglielo e farlo salire su di un auto costringendolo a guidare per chilometri in una area abitata?

Spero vivamente che la questione da me sollevata si risolva senza ulteriori problemi o disguidi da entrambe le parti, non sono tuttavia disposto a subire delle restrizioni alla mia libertà di individuo e di cittadino a tutti gli effetti senza opporre una pacifica resistenza e senza far valere i miei diritti.

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