Aggrediti “per errore” dalla polcom di Lugano

Sabato 4 novembre 2006

Stavamo cercando parcheggio nei dintorni del CSA il Molino, quando dal nulla un poliziotto in sella ad una motocicletta, con i
lampeggianti accesi, ci ha intimato di spegnere il motore altrimenti ci avrebbe "infilzati".
L'agente, molto nervoso, ha dapprima letto la targa ad alta voce per poi urlarci di mettere le chiavi fuori dal finestrino; detto fatto. Sbigottiti da tutto quel trambusto e dall'evidente tensione degli sbirri, abbiamo provato a domandare cosa avessimo fatto, dal momento che stavamo solamente cercando un parcheggio. La risposta fu "lo sapete benissimo!" (in seguito ci dissero che la nostra auto poteva assomigliare ad un'altra che non si è fermata ad un posto di blocco..). Un agente (dal sopraciglio rasato), avvicinatosi alla vettura ha aperto la portiera del ragazzo al volante e senza troppo riguardo l'ha gettato a terra, ponendosi sopra con il suo peso e l'ha ammanettato; io, che siedevo di fianco, sono sceso dall'auto, mi
sono avvicinato all'agente domandando, abbastanza stupefatto, perche mai lo stesse ammanettando. La risposta: un pugno in faccia!
La compagna del conducente, scesa pure lei dall'auto e direttasi verso il suo ragazzo ammanettato, è stata acciuffata da un'altro agente che l'ha poi sbattuta cotro l'auto. Il tutto senza dirci nè il motivo nè spiegarci altro!
Che c'era qualcosa che non quadrava nel fermo, gli sbirri, l'avevano forse già capito subito, tanto che ancor prima che aprissero la portiera per atterrare il conducente, uno di questi ha esclamato "non sono loro!", immediatamente contraddetto dallo stesso agente che prima ha buttato a terra e ammanettato il ragazzo che guidava e poi stampato in faccia al sottoscritto.
Tornata un attimo la calma, gli agenti sequestrano chiavi e documenti del conducente. Nel frattempo dal vicino CSA sono
accorse diverse persone allarmate da una ragazza, con noi in auto, che fortunatamente è riuscita ad allontanarsi.

Chiavi e documenti sono stati riconsegnati dopo diverse decine di minuti, nessuna scusa per il pugno, nessun'agente si è identificato, anche quando gli è stato ripetutamente chiesto, nè l'ammissione da parte degli agenti che si è trattato di un errore, "noi abbiamo fatto solo ciò che è di prassi fare".
Stranamente tutti gli agenti se ne sono andati di fretta e furia…chi a testa bassa davanti agli insulti della gente intorno.

Sabato è successo a noi, ma chi sa quante altre persone sono state maltrattate e malmenate da agenti senza motivo alcuno, solo per un sospetto?…basterebbe fare un giro nel quartiere di Besso per rendersi conto dell'arroganza ed il senso di superiorità che la polizia assume verso le persone per cui nutre un semplice sospetto (magari infondato, ma alimentato dal quel razzismo troppo spesso presente tra le divise blu!).

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